Se pensate al carnevale come a una sfilata di carri allegorici, a Bosa dovrete ricredervi. Il Karrasegare Osincu, cioè il carnevale bosano, non ha palchi né percorsi transennati: è una festa di popolo, in cui gli spettatori diventano presto protagonisti e le vie del centro storico si trasformano in un grande teatro all'aperto. È considerato uno dei carnevali più originali della Sardegna, e il motivo lo capirete appena lo vedrete.
Bosa si trova a circa 15 minuti d'auto da Porto Alabe: anche in pieno inverno è una gita comoda, con il vantaggio di tornare la sera in una casa tranquilla, lontana dalla confusione.
Quando si svolge
Il carnevale bosano accompagna le settimane che precedono la Quaresima, quindi cade ogni anno tra gennaio e febbraio, con date che cambiano in base al calendario della Pasqua. I giorni principali sono il giovedì grasso, la domenica, il lunedì e soprattutto il martedì grasso, la giornata più attesa. Date e programma aggiornati vengono pubblicati ogni anno dal Comune di Bosa e dai canali turistici ufficiali della Regione: controllateli prima di partire.
Il giovedì grasso: la questua
Il rito che apre davvero la festa è la questua del giovedì grasso, chiamata Laldaggiolu. Gruppi di maschere passano di casa in casa cantando canzoni tradizionali o improvvisate, spesso con versi pungenti e ironici, e ricevono in cambio qualcosa da mangiare o da bere. È il momento in cui si percepisce di più il carattere comunitario del Karrasegare: non è uno spettacolo organizzato per i turisti, ma qualcosa che il paese fa per sé stesso.
Il martedì mattina: s'Attittidu
Il martedì grasso è diviso in due parti, quasi due atti teatrali. Al mattino va in scena s'Attittidu: uomini travestiti da donne in lutto, vestiti di nero e con il volto annerito dalla fuliggine, percorrono le strade intonando un lamento funebre in falsetto. Piangono la morte imminente del carnevale e cullano bambole di stracci, chiedendo a chi incontrano «unu tikkirigheddu 'e latte», un goccio di latte per quel figlio che sta morendo.
Il tono è a metà tra la parodia del lutto e la satira: le battute colpiscono i fatti dell'anno, i personaggi del paese, chiunque capiti a tiro. Il nero domina ovunque e lo spettacolo, visto dal vivo, è sorprendente: centinaia di maschere scure che riempiono le piazze, tra lamenti, risate e improvvisazioni.
Il martedì sera: le maschere bianche e Giolzi
Al calar della sera la scena cambia completamente. Il nero lascia spazio al bianco: le maschere si avvolgono in lenzuola e federe, si anneriscono il viso e, armate di lanterne o candele, vanno a caccia di Giolzi, il re del carnevale. Lo cercano ovunque, anche addosso ai passanti, con il grido «Giolzi! Giolzi! Ciappadu!», cioè «preso!». È un rito scherzoso e volutamente sfacciato, pieno di allusioni, che va preso con lo spirito giusto.
La serata si chiude con il rogo di Giolzi, un fantoccio di paglia e stracci che viene bruciato tra canti e balli: con lui finisce il carnevale e comincia la Quaresima.
Consigli pratici per viverlo
- Arrivate presto. Nei giorni principali Bosa si riempie e trovare parcheggio vicino al centro storico può richiedere tempo: conviene lasciare l'auto lungo il fiume e proseguire a piedi.
- Scarpe comode. Il centro storico, il quartiere di Sa Costa, sale verso il castello con vicoli stretti, scalinate e acciottolato.
- Vestitevi a strati. In inverno la costa occidentale è spesso mite di giorno, ma la sera l'umidità del Temo si fa sentire.
- Rispetto per il rito. Fotografare è normale, ma ricordate che per i bosani il carnevale è una tradizione sentita, non una messinscena.
Un fine settimana d'inverno in Planargia
Il carnevale è un ottimo pretesto per scoprire la costa fuori stagione. Le giornate limpide d'inverno regalano viste nitide sul mare, le spiagge sono deserte e il paesaggio della Planargia, con le colline e i vigneti terrazzati, ha colori che d'estate non si vedono. Nello stesso periodo, a Oristano, si corre anche la Sartiglia: con un po' di organizzazione, in pochi giorni potete vedere due dei carnevali più famosi dell'isola.
Villa Berkana, a Porto Alabe, è una casa vacanze di 60 m² per un massimo di quattro ospiti, con aria condizionata nelle due camere, Wi-Fi gratuito e parcheggio riservato: una base comoda per rientrare la sera dopo una giornata tra i vicoli di Bosa. Per le spese, i padroni di casa consigliano il Market gastronomia La Marinella di Bosa, molto fornito.
Il carnevale di Bosa, con la casa a due passi
Villa Berkana vi accoglie a Porto Alabe, a circa 15 minuti d'auto da Bosa, con due camere climatizzate, cucina attrezzata e parcheggio riservato gratuito.