Tra le gite che si possono fare partendo da Porto Alabe, quella nella penisola del Sinis è forse la più completa: in un solo giorno unisce un sito archeologico affacciato sul mare, una delle chiese più antiche della Sardegna e alcune spiagge tra le più particolari del Mediterraneo. Tharros dista da Villa Berkana circa 42 km in linea d'aria; su strada, passando per Oristano e Cabras, mettete in conto poco più di un'ora d'auto.
Tharros, la città sul mare
L'area archeologica di Tharros si trova all'estremità meridionale del Sinis, nel territorio di Cabras, sull'istmo che porta a Capo San Marco. Qui, in un luogo già abitato in età nuragica, i Fenici fondarono una città tra la fine dell'VIII e il VII secolo a.C. Tharros divenne poi un porto cartaginese, quindi una città romana, un centro amministrativo in età bizantina e infine la prima capitale del Giudicato di Arborea, prima di essere abbandonata nel Medioevo a favore di Oristano.
Passeggiando tra le rovine si attraversano strade lastricate, resti di abitazioni, impianti termali e aree sacre, con il mare sempre a pochi metri. Il simbolo del sito sono le due colonne che svettano contro l'azzurro: appartengono a un tempio di età romana e sono state ricomposte in tempi moderni, ma restano l'immagine più fotografata del Sinis.
Capo San Marco e la torre di San Giovanni
Sopra le rovine si alza la torre di San Giovanni, torre costiera di avvistamento da cui lo sguardo spazia sul golfo di Oristano. Proseguendo a piedi verso Capo San Marco si cammina su un promontorio battuto dal vento, tra macchia bassa e scogliere: è uno dei punti più suggestivi per guardare il mare aperto, soprattutto verso sera.
San Giovanni di Sinis
Prima di arrivare agli scavi si attraversa il piccolo borgo di San Giovanni di Sinis, noto per la sua chiesa paleocristiana dedicata al santo: un edificio in pietra semplice e antichissimo, tra i più antichi luoghi di culto cristiani dell'isola. Qui si lascia di solito l'auto per raggiungere a piedi la spiaggia e l'area archeologica.
Le spiagge di quarzo
Risalendo la costa occidentale del Sinis si incontrano spiagge davvero insolite. La più famosa è Is Arutas, dove al posto della sabbia ci sono minuscoli chicchi di quarzo bianchi, rosa e verdi che scricchiolano sotto i piedi e rendono l'acqua trasparente come vetro. Nelle vicinanze ci sono altre spiagge simili, come Mari Ermi.
Una regola importante: la zona fa parte di un'area marina protetta e prelevare quarzo o sabbia è vietato e sanzionato, anche se si tratta di una manciata. Lasciate tutto dove lo avete trovato: è l'unico modo perché queste spiagge restino così anche per chi verrà dopo.
Cabras e i Giganti di Mont'e Prama
Al rientro, vale la pena fermarsi a Cabras, sulle rive del suo grande stagno. Il museo civico conserva le statue dei Giganti di Mont'e Prama, sculture in pietra di età nuragica scoperte nei dintorni, tra le testimonianze più straordinarie dell'antica Sardegna. Se avete bambini, è un modo efficace per raccontare la storia dell'isola dopo una giornata di mare.
Come organizzare la giornata
- Mattina: partenza presto da Porto Alabe e visita a Tharros con la luce fresca.
- Mezzogiorno: bagno e pranzo al sacco in una delle spiagge del Sinis.
- Pomeriggio: museo di Cabras, poi rientro verso nord con il sole che cala sul mare.
Arrivati a casa, la terrazza vista mare è il posto giusto per mettere in fila le foto della giornata.
Dal Sinis alla Planargia, rientrando al mare
Dopo una giornata nel Sinis, Villa Berkana vi aspetta a Porto Alabe con terrazza vista mare, barbecue, aria condizionata nelle camere e parcheggio riservato gratuito.